Come la mente influenza il nostro corpo

Se la mente non riesce a prendersi 
Cura di una situazione con consapevolezza,
Sarà il corpo a farlo.

In quanto essere umano, in quanto organismo all’interno dell’ambiente, l’uomo è un essere unico, costituito da corpo e mente. Non può esistere un organismo che sia solo corpo, come non può esistere un organismo che sia solo mente. L’uomo è un organismo intero CORPO e MENTE. Queste due parti, funzionano insieme e convivono insieme nell’organismo. Ma a volte può accadere, che una delle due funzioni possa venire meno. A volte l’uomo, tende a non ascoltare il proprio corpo, e quindi vive in maniera più razionale. Se viene meno la funzione corpo, ci si ammala, e questo influisce sulla mente, ma di questo non sempre ne siamo consapevoli; si pensi a quando si ha la febbre, come a livello psicologico ci si senta giù. 

Se viene meno la funzione mente, questa si riversa in un certo qual modo sul corpo, ad esempio chi sotto stress, digerisce male o sviluppa la gastrite nervosa.

Da qui la conclusione che le malattie fisiche, portano anche a difficoltà mentali, come una difficoltà mentale si riversa nel corpo. Quindi non si può curare il corpo se non si cura la mente, se non ci si prende cura della persona; e se curo la mente, sicuramente avrò risultati anche nel corpo.

Che cos’è la Psicosomatica?

Questa tipologia di pensiero, rientra in quella branca di studi che si chiama Psicosomatica. La psicosomatica, è lo studio dei fattori emozionali e psichici, come possibile causa o concausa di malattie somatiche. Questa disciplina quindi, pone in relazione la mente con il corpo, con il mondo emozionale ed affettivo, cercando di occuparsi di rilevare e capire in che modo e che tipo di influenza esercitano sul corpo. 

Corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti in continua influenza reciproca, di un tutt’uno, l’uomo nella sua unità somatopsichica. 

Mente e corpo

In ambito medico si condivide sempre di più l’idea che il benessere fisico influenzi molto i sentimenti e le emozioni, e che viceversa, le emozioni influenzino il corpo. Si pensi magari a quando si sta attraversando un periodo di stress psicologico, come anche a livello fisico, sembra non si abbiano le energie giuste per affrontare le situazioni. Ma anche quando una semplice influenza destabilizza il nostro mondo emozionale, facendoci sentire tristi. 

Sulla base di questi studi, si pensa che le emozioni negative possano favorire lo sviluppo di sintomi e malattie psicosomatiche, contribuendo in questo modo a generare una condizione di malessere. 

Si può dire che la medicina tradizionale, fortunatamente, ha ampliato gli orizzonti, e mostra grande attenzione all’analisi dei diversi fattori che potrebbero determinare una patologia organica. Quindi anche i medici molto spesso, oltre che ricercare le cause fisiche, cercano di prendere in considerazione molti aspetti che potrebbero interessare lo stile di vita del paziente come ad esempio il suo mondo affettivo e relazionale, il contesto in cui vive. Con questo tipo di approccio multifattoriale, la malattia e la sua guarigione, sono considerati in un’ottica più ampia. 

Cosa fa la psicosomatica?

Per la psicosomatica è molto importante considerare il malato e non solo la malattia, e cercare di dare importanza all’intervento sull’organo “malato”, cercando di ristabilire l’importanza della relazione medico-paziente.

Quello che la psicosomatica fa, è cercare l’interazione tra la mente, cervello, e le modificazioni somatiche, come ad esempio neuromuscolari, neuroendocrine, che sono associate alle risposte emozionali. Quello che emerge, è che sempre più spesso il medico sia generico, che specialista, viene a contatto con quadri sempre più vari. I medici sempre più spesso si trovano davanti a quadri dove esiste una relazione somatopsichica e/o sintomi somatici e psicologici su base psichico emozionale. I confini tra questi quadri, in realtà, non sono ben definiti, molto spesso infatti sintomi somatici e psicologici coesistono, e diventa più difficile fare una diagnosi precisa e stabilire il loro rapporto. Non esistono medici specialisti in Psicosomatica, ma il medico può seguire questo orientamento ed atteggiamento all’interno della sua specialità. 

Quali sono le tipologie di disturbi psicosomatici?

Il medico può incontrare, diversi casi psicosomatici, in senso stretto, dove i fattori psicologici hanno un ruolo nella patogenesi della malattia somatica, sono solo alcuni.

Tra i primi troviamo i disturbi psichiatrici con possibile presentazione fisica, come ansia e depressione. Ad esempio il paziente può presentare riduzione dell’appetito, calo del desiderio sessuale, senso di fatica, dolorabilità che possono essere sintomi riferiti al disturbo depressivo, ma la persona li presenta come sintomi fisici.  Per l’ansia il paziente può riportare sintomi fisici come, palpitazioni, tremori, tensione muscolare, nodo alla gola, svenimento, senso di sbandamento, ma la persona non sa di avere l’ansia. I pazienti non sono consapevoli di avere questi disturbi, ma riferiscono solo i sintomi fisici, questo è un esempio di come un sintomo psicologico, presenti anche sintomi fisici.

Poi ci sono i disturbi somatoformi, ovvero quei sintomi somatici che suggeriscono una malattia medica, senza però riuscire ad arrivare ad una precisa diagnosi.

Altra tipologia può essere la comorbidità, ovvero la presenza nello stesso momento di un disturbo mentale che si accompagna ad una malattia fisica, ad esempio una persona che soffre di diabete, ma che in passato ha avuto anche episodi depressivi.

Ci possono essere anche effetti fisiologici in risposta a stress, ad esempio un lutto di una persona cara può essere seguito da immunodepressione, per molte settimane. Oppure, l’esposizione protratta a situazioni di conflitto che provocano angoscia, possono portare ad un aumento della fibrillazione ventricolare o aritmie fatali. Quindi gli eventi che colpiscono la vita emotiva, inducono modificazioni fisiologiche, che possono portare a sintomi fisici a carico di diversi apparati o influenzare il decorso di una malattia o la risposta di una terapia. 

Questi sono tutti quei disturbi, che più comunemente sono chiamati psicosomatici, come ad esempio disturbi gastrointestinali, cardiocircolatori, alcuni tipi di cefalee. Alcuni tipi di disturbi sono dei veri e propri disturbi somatici. 

Infine ci sono i comportamenti a rischio per la salute fisica, ovvero tutti quei comportamenti che motivati in parte da fattori psicologici, che portano a maggior rischio per la salute fisica, ad esempio comportamenti alimentari inadeguati, assunzione di alcool o droghe.

Ma ci sono anche molte malattie che possono influenzare lo stato psicologico delle persone, è il caso di malattie croniche e a volte molto gravi, tra queste rientrano: malattie coronariche e ipertensione arteriosa, dove i fattori psicologici che possono influenzare il rischio di ischemie miocardiche sono comportamenti appresi a rischio e a rischio di coranopatie, fattori co-determinanti o scatenanti esordi acuti, e fattori complicati o associati al decorso della malattia. Molto importante, che questi fattori si presentano molto spesso sovrapposti a fattori di rischio genetico e allo stile di vita. Ad esempio nei casi di obesità, si possono presentare malattie come il diabete e ipertensione, cattive abitudini alimentari, e cattivo stile di vita, in questo caso andare ad intervenire sulla sfera psicologica è molto importante per limitare i danni alla salute fisica. Un altro aspetto è quello dell’effetto degli eventi stressanti sullo stile di vita, ad esempio, si è visto che nei casi morte del coniuge, è seguito da un rischio di mortalità fino a sei volte superiore, rispetto a soggetti della stessa età. 

Un’ altra discorso va fatto per la patologie dolorose senza base organica, un esempio sono le cefalee di tipo tensivo. Anche in questo caso non sempre è facile fare la distinzione, infatti molto spesso la diagnosi è di tipo misto. Si è visto, nel caso delle cefalee che una contrazione protratta ma non consapevole della muscolatura cranica e dei muscoli accessori, è uno dei meccanismi patogenetici di stress indotti alla base della cefalea. Infatti il riposo, stimoli che portano al rilassamento della muscolatura, favoriscono spesso la regressione del dolore. Stesso discorso vale per la sindrome dolorosa temporo-mandibolare, il cosiddetto bruxismo, dove spesso è indotto o peggiorato da stress emozionale.

Malattie dell’apparato gastrointestinale

Poi ci sono le malattie dell’apparato gastrointestinale, che già sono influenzate o esacerbate da fattori emozionali. È stato visto che fattori emozionali e lo stress in concomitanza, con fattori patogenetici possono concorre al decorso della malattia più che alla causa. Anche se per malattie come il morbo di Crohn e la retticolite ulcerosa, sembra che i fattori psicologici non rientrino tra le principali cause. Per quanto riguarda il morbo di Crohn, spesso si segnala un’influenza psicologica, soprattutto quando è presente una scarsa assertività dell’individuo, ma in realtà c’è molta confusione, poiché è difficile fare distinzione tra fattori eziologici e patogenetici, e scarsa distinzione tra fattori psichici preesistenti e successivi allo stato della malattia. È stato notato che eventi particolarmente stressanti possono precedere l’esordio della malattia. Infatti più che una malattia psicosomatica, è una patologia a eziologia sconosciuta, dove rivestono particolare importanza i fattori immunitari, e dove i fattori psicosociali, possono concorrere nella manifestazione e influenzare l’andamento. Fattori psicologici come ansia e depressioni, non devono essere sottovalutati o scambiati per fattori patogenetici. Per quanto riguarda la colite ulcerosa invece è stata spesso associata a personalità con tratti ossessivi perfezionisti, ordinati.

I meccanismi che legano lo stress con il sistema gastrointestinale, sono molti. Quindi quando si presentano malattie gastrointestinali, non bisogna mai sottovalutare anche gli aspetti psicologici.

Patologie dermatologiche

Abbiamo visto come gli stati emozionali influenzino il corpo, questo vale anche per alcuni tipi di patologie dermatologiche che nel loro decorso sembrano influenzati da fattori emozionali e psichici. Questa tipologia di patologie, sono varie, come ad esempio orticaria o psoriasi, dove si è notato che il prurito si intensifica in periodi di stress. Lo stress emozionale è uno dei fattori che può esacerbare la dermatite atopica, come anche dermatiti seborroiche, mentre l’alopecia totale e areata non sembrano avere specifiche cause psicologiche. 

Possiamo concludere, che a seconda dei pazienti e del tipo di problema, possono essere utili oltre che le terapie farmacologiche, sarebbe opportuno anche fare un percorso psicoterapeutico.

Patologie infettive

Lo stress psicologico aumenta la suscettibilità a malattie infettive, ovviamente lo stress non è la causa della malattia ma è una condizione che in determinate situazioni incrementa il rischio. Questo è stato visto in alcuni studi sull’uomo in malattie come le infezioni virali alle vie aree superiori, mononucleosi infettiva, raffreddore. Mentre nel caso dell’HIV è possibile un concorso dello stress emozionale è possibile in alcuni casi, ma gli studi non dimostrano un ruolo di primo piano dello stress.

Quello che emerge è che lo stress riduce la capacità di risposta del sistema immunitario, riducendo la risposta anticorpale. 

Tumori 

Per quanto riguarda questo tipo di patologia si è visto che 4 sono le tipologie di fattori psicologici che influenzano:

  • Fattori psicologi e stressanti all’insorgenza.
  • Comportamenti, in parte sostenuti da fattori psicologici, che portano ad un aumentato rischio di cancro, (cattive abitudini alimentari, fumo, alcool).
  • Reazioni psicologiche secondarie alla malattia, e al suo decorso ad interventi diagnostici e terapeutici.
  • Possibile ruolo di fattori psicologici nella prognosi e sopravvivenza.

Sebbene risulti difficile sostenere, che l’insorgenza del cancro sia legata a fattori psicologici, in studi su gli animali è stato visto che stati di stress riducono la resistenza a cancri trapiantati, accelerano la presenza di tumori virus-indotti e peggiorano la metastatizzazione. 

È stato notato che lo stress interferisce con i meccanismi delle difese antitumorali. Non si sostiene che il cancro sia una malattia psicosomatica, ma si può dire che in alcuni casi è stato visto che il sistema nervoso e lo stress emozionale, possono agire come cofattori nella patogenesi.

Quello che invece bisogna tenere presente in questi casi, l’impatto la reazione psicologica alla malattia, sono un problema molto sottovalutato. È molto importante in questi casi il supporto di un professionista, psicologo in questo caso, che possa aiutare nell’accettazione della diagnosi e delle terapie. Possiamo dire che, grazie a questo approccio, la malattia e la sua guarigione vengono considerati in un’ottica più ampia.

Da un punto di vista più psicologico, il significato di una malattia psicosomatica può abbracciare un bacino più vasto. Quando si parla di disturbi psicosomatici, quindi bisogna distinguere tra malattia e sintomi. 

Che effetti hanno le emozioni negative?

Le emozioni, negative, agiscono direttamente su sistema nervoso autonomo. Questo fa sì che l’organismo sia sottoposto ad una condizione di perenne allerta, che alla lunga, stanca in modo totale l’organismo.

Molti studi indicano che c’è la una correlazione tra emozione e attivazione di specifici neurotrasmettitori. Ad esempio lo stress debilita il corpo abbassando le difese immunitarie e quindi predisponendo il corpo ad poter essere “attaccato”.  Per esempio la rabbia eccessiva e protratta viene messa in relazione con la possibilità di andare incontro ad infarti e problemi cardiaci. 

Questo perché, i pensieri negativi favoriscono l’attivazione di adrenalina e cortisolo, gli ormoni dello stress. Se questi vengono attivati e prodotti per breve tempo, aiutano la persona a fronteggiare un evento, ma se invece, sono prodotti in maniera eccessiva, è come se l’organismo fosse sempre in allerta, e quindi costantemente sottoposto a stress continuo. Lo spreco di energie, che questo comporta intossica lentamente il corpo, compromettendo così prima di tutto il sistema immunitario e portando dunque all’insorgenza di disturbi psicosomatici. 

Cosa fare? Come comportarsi?

Innanzitutto ogni sintomo, merita di essere ascoltato, per poter essere compreso a pieno. Il compito dello psicologo, è quello di aiutare la persona a riconnettere quel sintomo con i vissuti, con le esperienze di vita di quella persona, cercando un modo per far esternare le emozioni negative.

I disturbi psicosomatici, interessano a volte anche i grandi apparati del nostro corpo, e spesso si manifestano in periodi di forte stress, preoccupazioni etc.

Quello che si può fare innanzitutto, è imparare ad ascoltare il proprio corpo, se ci si accorge che ci sono dei sintomi che allarmano, cercare di capire la natura di questo disturbo, con l’aiuto di specialisti medici e psicologi, in maniera tale da poter intervenire senza far esacerbare il sintomo e la malattia. 

La psicosomatica, può aiutarci a capire i le malattie, ad affrontare una malattia e migliorare la vita, quello che non bisogna dimenticare, nel caso di malattie psicosomatiche che questa disciplina perde d’efficacia se non abbiamo la maturità per affrontare un cammino di ricerca interiore per poter comprendere meglio se stessi il nostro rapporto con la vita.

“La malattia fa parte della vita e l’arte della guarigione fonda le sue basi nella capacità di essere consapevoli di quali eventi, piccoli o grandi, hanno alterato l’equilibrio della nostra unità psicosomatica: i farmaci possono agire sui sintomi nel breve termine, ma nel lungo periodo è necessario prendere consapevolezza dei ritmi, dei tempi, dei bisogni, delle pulsioni e dei possibili stati conflittuali del nostro corpo, della nostra mente, della nostra vita, di noi stessi.”

F. Galgani

Dott.ssa Tanita Nori
Psicologa Clinica e della Salute. 
CTP (Consulente Tecnico di Parte)
Specializzanda in Gestalt Therapy 

BIBLIOGRAFIA

  • Biondi M., La medicina psicosomatica: panorama e quadri clinici. Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina e Psicologia, università La Sapienza, Roma Direttore di “Medicina Psicosomatica”, Società Italiana di Medicina Psicosomatica, Roma.
  • Galgani F., La Medicina Psicosomatica, a cura di, (www.galgani.it).
  • Vero S., Il corpo disabitato. Semiologia, fenomenologia e psicopatologia del fitness. Ed. Franco Angeli, Collana: Serie di Psicologia, 2008. 

SITOGRAFIA

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